di Sam Steiner
con Loris Fabiani e Elisa Benedetti Marinoni
regia Alessandro Tedeschi
traduzione Matteo Curtoni e Maura Parolini
disegno luci Iro Suraci
costumi Luappi Lab
una produzione Bottega Rosenguild
I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo_ Ludwig Wittgenstein
Ogni civiltà è fondata sul linguaggio.
Il livello di crescita di una società si misura con la complessità della sua lingua.
La democrazia liberale, la più evoluta forma di governo di una società, dovrebbe basarsi sulla libertà di espressione. Le parole con cui interagiamo sono lo specchio della nostra cultura e della nostra libertà.
Ammesso che sia cosí…cosa succederebbe se una legge riducesse il numero di parole che ognuno di noi può usare al giorno? E se fossero solo 140? Come faremmo a lavorare? A Cantare? Far valere i nostri diritti? Sfogarci? Conoscere qualcuno? Fare un discorso? Ordinare del cibo? E quante parole rimarrebbero per amare?
Una giovane coppia, Bernadette ed Oliver, ci racconteranno il tentativo in questa obbligata carestia verbale di trovare una nuova lingua su cui fondare e difendere il loro rapporto, all’interno di un mondo in cui non è solo la loro storia ad essere a rischio, ma la democrazia stessa.
“Limoni Limoni Limoni Limoni Limoni” è una commedia scritta da Sam Steiner, giovane drammaturgo britannico. Il testo non è mai stato rappresentato in Italia. Ha debuttato al Fringe Festival di Edimburgo e la stampa inglese l’ha accolto definendolo: acuto e tagliente – the Guardian; ironico e fresco – thestage.co.uk; intenso e intelligente – ayoungertheatre.com; una superba drammaturgia – timeout.com.





