di Silvio Bernardi
Da “I Quaderni di Valdottavo”
Un’idea di Nicolao Valiensi
Una produzione Teatro Colombo di Valdottavo e Spazio Leopoldo
Compagnia teatrale Tutti’i Soli
Danza e coreografie: Sara Nesti e Sara Vannelli
Musiche e direzione musicale: Silvio Bernardi
Direttore della fotografia: Darragh Hehir
Coordinamento regia: Lara Panicucci
Disegno luci: Marco Alba
Assistenza tecnica: Daniela Cacace
Con Claudio Riggio chitarra, Piero Bronzi flauto, Wardy Hamburg sax Alto, Federica Ceccherini clarinetto, Lara Panicucci clarinetto, Nicolao Valiensi eufonio/trombone, Marco Fagioli tuba, Giuseppe Sardina batteria e percussioni.
“I luoghi sono l’essenza del nostro vivere: non riusciremmo nemmeno ad immaginarla, la nostra vita, senza un luogo dove viverla.”
Il luogo è l’elemento della nostra memoria, che nella realtà non muore mai. Mentre le persone e i fatti sono legati alla temporalità e dunque destinati all’oblio, i luoghi pur mutando di aspetto sopravvivono al trascorrere del tempo.
Il luogo, come fulcro del ricordo, si carica di significati e va ben oltre la sua fisicità: è teatro di fatti e vita vissuta.
Memphis è nel mio immaginario un luogo leggendario.
Mio nonno Angelo Bernardi (1871 – 1953), contadino di Valdottavo, emigrò in America per cercar fortuna e visse a Memphis per circa venti anni finché ritornò definitivamente a Valdottavo nel 1912.
Del vissuto di nonno Angelo in quel luogo ne so poco o niente e quel poco riportatomi da mio padre, ha sempre avuto il sapore dell’inverosimile e appunto del leggendario.
Memphis dunque, pur facendo parte delle mie radici come luogo reale, è allo stesso tempo mitico e sconosciuto.
Da qui parto per questo viaggio sonoro attraverso ricordi immaginari e reali della mia infanzia: la musica è protagonista ed espressione di questi ricordi, Memphis (Claudio Riggio) è presenza costante, ma appunto immaginaria, pretesto agli altri musicisti. Le due ballerine rappresentano le due anime della musica-ricordo-memoria: la parte della musica scritta, malinconica, luminosa, vagamente decadente (Sara Vannelli, danza classica) e la parte improvvisativa, creatività estemporanea, pura, oscura e propositiva (Sara Nesti, danza contemporanea). In questo scenario si inserisce la figura del viaggiatore-emigrante, estraneo a ciò che viene raccontato, a dimostrazione del fatto che i luoghi dei nostri ricordi sono anche quelli di un’infinità di altre persone di cui non sappiamo assolutamente niente e che le storie personali di ogni essere umano siano il significato della nostra intera esistenza. Piccoli tasselli che compongono la storia dell’umanità.
— Silvio Bernardi
Memphis
Suite Universo – Zia Almandina
La Gioconda
Nemotì – Gli ulivi di Dreussino
Là, dove eravamo rimasti
Una questione di principio – Il muretto della Celetra
Cinque tigli
Un giorno qualsiasi
Memphis – Finale









