Con Chiara Anicito e il soprano Anna Righettini
Al pianoforte Claudio Gay
Drammaturgia Tobia Rossi
Regia Manuel Renga
Costumi Nicole Leonardi
Consulenza scene Michele Ciardulli
Una produzione Chronos3 Milano
E’ la storia del richiamo della morte; Margherita/Violetta compie una graduale inesorabile discesa nell’abisso, la vediamo risucchiata dal gorgo fin da subito, incatenata al suo destino.
Le pallide e imbelli figure maschili che le stanno intorno contribuiscono alla sua fine, il mondo attorno a lei la corrode, la divora.
Se si accarezzano oggi il romanzo di Dumas e il melodramma di Verdi, oggetti di culto e anche di lusso, cimeli della cultura occidentale, quello che più risuona rispetto a noi è il disegno del Mondo, come un grande e spietato tritacarne che ingurgita le persone, le mastica e le digerisce, polverizza ogni possibilità per l’amore di affermarsi.
C’è passione, c’è un amore disperato, c’è violenza nel mondo di Violetta, c’è tutto il melodramma verdiano che esplode all’ennesima potenza.
Un monologo a due voci questa inedita Traviata, due voci (un canto disperato e un racconto senza fiato) che si rincorrono, si commentano, si sormontano, scivolando lentamente verso il fango.
Le parole dell’opera verdiana, del romanzo di Dumas insieme alle più famose arie, verranno riscritte, reinterpretate, fino a giungere alla nuova visione di questo racconto, di questa fiaba nera e notturna.
Due donne. Una moderna Violetta, alle prese con la vita, il lavoro, l’amore, la malattia, sarà accompagnata invece da una Violetta barocca, classicheggiante, una cantante costretta dalla vita a interpretare sempre e comunque la superficie leggera e godereccia della Traviata che tutti conoscono, ormai pantomima e fantasma di sé stessa.
La condanna alla rappresentazione.
La disperata ricerca dell’apparire.
La mercificazione del corpo e dell’anima.
E infine l’amore, di cui c’è tanto bisogno.









